Archivio

Archivio Gennaio 2007

E’ mercoledì…si avvicina il weekend

31 Gennaio 2007 Commenti chiusi

“Dio Svago”

Ho resistito, mi son trattenuto,
Ho fatto appello a tutte le mie forze,
Mi sono chiuso in casa ed ho buttato le chiavi,
Ma non ho buttato via la mia pazzia,
Sclero, sclero, sclero totale,
Se non mi muoverò,
Se lascerò immutate le cose,
Così come stanno,
E? ora di finirla,
E? ora di dire basta,
Il medioevo è finito,
L?oscurantismo cancellato,
Non posso,
Per quanto mi sia sforzato,
Resistere un secondo di più,
Devo,
Obbligatoriamente,
Espletare,
Completamente,
Ogni, qualsiasi voglia
Forma di trasgressione,
Ogni, qualsiasi voglia
Forma di deviazione.
Dio Svago
Accoglimi tra le tue braccia,
Riscaldami, tra i tuoi possenti arti,
Tentacolari,
Lascia che tutto non resti immutato sino ad oggi
Lascia che tutto abbia un inizio almeno domani,
Non aspetterò,
Non dedicherò altro tempo,
Non voglio divertimenti inutili,
Fini a se stessi,
O Dio Svago,
Accoglimi per un’altra notte,
Ancora,
Come prima,
Meglio di prima,
Io
Figliol prodigo dell?inutilità,
Figliol prodigo del superfluo,
Ti bramo,
Ti desidero,
Ora o mai più,
Pronto a ricominciare,
Magico pifferaio,
Risuona per me
Le tue note tentatrici,
Risuona per me
La musica dello sballo,
Dei fumi etilici,
Del sesso come gioco,
Del mai è abbastanza,
Per troppo tempo accantonato,
Per troppo tempo
Dimenticato.

La vita è così….

31 Gennaio 2007 Commenti chiusi

La Vita

La vita è come un cadavere
Che lentamente scorre sul fiume.
Ogni tanto il vortice delle correnti
Lo trascina più rapido
E gli avvenimenti, che
Fanno da contorno
Ad un piatto lasciarsi andare,
Sono come i sassi, che
Giocosi fanciulli innocenti
Lanciano
Incuranti
Del sacrilegio commesso.
Io sono il sasso,
Io sono la corrente,
Io sono il cadavere?

Categorie:Argomenti vari Tag: ,

Joy Division

31 Gennaio 2007 Commenti chiusi


“Love Will Tear Us Apart?

When routine bites hard
And ambitions are low
And resentment rides high
But emotions won’t grow
And we’re changing our ways, taking different roads
Then love, love will tears us apart again
Love, love will tears us apart again
Why is the bedroom so cold
You’ve turned away on your side
Is my timing that flawed?
Our respect run so dry
Yet there’s still this appeal that we’ve kept through our lives
But love, love will tears us apart again
Love, love will tear us apart again
You cry out in your sleep
All my failings exposed
And there’s a taste in my mouth
As desperation takes hold
Just that something so good just can’t function no more
But love, love will tear us apart again
Love, love will tear us apart again (3)

( only 7? format) – 1980 Factory Records,
?ALBUM ? Substance? uscito postumo alla morte di Ian Curtis nel 1988 prodotto da Factory Records

Riferimenti: Visita un loro sito

Categorie:Rock Tag:

§§§§§……………..§§§§§

30 Gennaio 2007 Commenti chiusi


“Un Fuoco Sempre Acceso”

Un fuoco
senza più combustibile
può spegnersi,
lasciando,
solamente un mucchio di cenere,
e noi,
lontani miglia e miglia
dall?approfondire,
dall?andare oltre ciò che vediamo,
non scorgendo più il suo rosso intenso,
non sentendo più il suo odore soffocante,
crediamo,morto per sempre,
ma se;
solamente per un attimo,
con le mani,
frugassimo
tra le polveri fumanti,
ci accorgeremmo che ancora,
brucia,
vivo,
pronto a riaccendersi,
per ritornare ad essere
un tizzone ardente,
come da tempo
è Lei,
la nostra passione,
un fuoco,
un fuoco sempre acceso,
imprevedibile,
che ai nostri occhi pare spegnersi,
all?improvviso,
ma nel nostro cuore,
brucerà per sempre.

Categorie:Argomenti vari Tag:

The Beatles

30 Gennaio 2007 Commenti chiusi


“Helter Skelter”

When I get to the bottom I go back to the top of the slide
Where I stop and I turn and I go for a ride
Till I get to the bottom and I see you again.
Do you, don?t you want me to love you.
I?m coming down fast but I?m miles above you.
Tell me tell me tell me come on tell me the answer.
You may be a lover but you ain?t no dancer.
Helter skelter helter skelter
Helter skelter.
Will you, won?t you want me to make you.
I?m coming down fast but don?t let me break you.
Tell me tell me tell me the answer.
You may be a lover but you ain?t no dancer.
Look out helter skelter helter skelter
Helter skelter
Look out, cause here she comes.
When I get to the bottom I go back to the top of the slide
Where I stop and I turn and I go for a ride
And I get to the bottom and I see you again.
Well do you, don?t you want me to love you.
I?m coming down fast but don?t let me break you.
Tell me tell me tell me the answer.
You may be a lover but you ain?t no dancer.
Look out helter skelter helter skelter
Helter skelter
Look out helter skelter
She?s coming down fast
Yes she is yes she is.

?ALBUM ? The Beatles (White Album)? 1968 EMI Ltd

Riferimenti: Visita il loro sito

Categorie:Rock Tag:

Oggi son così

29 Gennaio 2007 Commenti chiusi


“Posto Di Merda”

Posto di merda?
Non ho altre parole,
se non rendermi conto
che tutto ha avuto fine,
quando sembrava l?inizio.
L?inizio di una grande carriera,
l?inizio di una svolta decisa,
l?inizio del meglio,
per me,
che dalla vita
ho quasi sempre avuto
il peggio.
Posto di merda?
Sono queste le parole,
nient?altro
per definire tutto ciò,
e l?insofferenza cresce.
L?insofferenza scava profonde ferite,
l ?insofferenza lascia strascichi
l?insofferenza colpisce,
nell?animo,
già da tempo confuso,
già da tempo insicuro,
di insoddisfatta realtà.
Posto di merda?
Frustrazione virtuale,
per il mio cuore
debole alle emozioni
pronto a scappare.
Scappare per codardia,
scappare per rimanere,
scappare per ricominciare,
dove non ho mai iniziato,
dove vorrei riprendere
quello che non è mai esistito,
e mai esisterà.
Posto di merda?
Almeno ci fossi tu
almeno fossi tu,
a riempire questo vuoto,
ormai presente.
Presente quando non ci sei,
presente nei nostri addii,
presente nei nostri sguardi
nel momento del commiato,
finita la nostra passione,
rimessi i capi di sempre
che ultimamente ci stanno stretti.

Categorie:Argomenti vari Tag: ,

Smashing Pumpkins

29 Gennaio 2007 2 commenti


?1979?

Shakedown 1979, cool kids never have the time
on a live wire right up off the street
you and i should meet
junebug skipping like a stone
with the headlights pointed at the dawn
we were sure we’d never see an end to it all
and i don’t even care to shake these zipper blues
and we don’t know
just where our bones will rest
to dust i guess
forgotten and absorbed into the earth below
double cross the vacant and the bored
they’re not sure just what we have in the store
morphine city slippin dues down to see
that we don’t even care as restless as we are
we feel the pull in the land of a thousand guilts
and poured cement, lamented and assured
to the lights and towns below
faster than the speed of sound
faster than we thought we’d go, beneath the sound of hope
justine never knew the rules,
hung down with the freaks and the ghouls
no apologies ever need be made, i know you better than you fake it
to see that we don’t care to shake these zipper blues
and we don’t know just where our bones will rest
to dust i guess
forgotten and absorbed into the earth below
the street heats the urgency of sound
as you can see there’s no one around

?ALBUM ? Mellon Collie And Infinite Sadness? 1995 Virgin Records

Riferimenti: Visita il loro sito

Categorie:Rock Tag: ,

Strano Venerdì

26 Gennaio 2007 Commenti chiusi

“Me Stesso”

Si ho deciso?
Sarò me stesso,
d?ora in poi,
Solamente me stesso?
Per te?
Per voi?
Odiatemi pure?
Chi se ne frega
Del vostro odio
Comunque sincero,
Basta sorrisi malcelati,
Pacche di circostanza,
Baci di cerimonia?
Odiatemi pure?
Odiami pure?
Se non vorrai,
O se non saprai amarmi,
Preferisco
Odiarmi.

Categorie:Argomenti vari Tag: ,

Genesis

26 Gennaio 2007 Commenti chiusi


?Turn It On Again?

All I need is a TV show, that and the radio
Down on my luck again, down on my luck again
I can show you I can show you some of the people in my life
I can show you I can show you some of the people in my life
It’s driving me mad just another way of passing the day
I, I get so lonely when she’s not there
I, I, I…
You’re just another face that I know from the TV show
I have known you for so very long I feel you like a friend
Can’t you do anything for me, can I touch you for a while
Can I meet you another day and we will fly away
I can show you I can show you some of the people in my life
I can show you I can show you some of the people in my life
It’s driving me mad it’s just another way of passing the day
I, I get so lonely when she’s not there
I, I, I…
Turn it on, turn it on, turn it on again
Turn it on, turn it on, turn it on again (I can see another face)
Turn it on, turn it on, turn it on again (I can see another face)
Turn it on, turn it on, turn it on again

?ALBUM ? Duke? 1980 Hit And Run Music Ltd

Riferimenti: Visita il loro sito

Categorie:Rock Tag:

Una tranquilla settimana…di paura

25 Gennaio 2007 2 commenti

Attenzione il racconto contiene testi espliciti

UNA TRANQUILLA SETTIMANA?DI PAURA

1° parte

Il desiderio

Un ragazzo stava seduto al mio fianco, teneva un aria molto compassata mentre osservava il suo bicchiere pieno fino all?orlo di frizzante coca cola; io avevo appena incominciato ad assaporare la mia pinta di birra fresca, utile soprattutto per buttar giù con facilità il panino che mi stavo mangiando con tanta ingordigia; ma il desiderio, forte ed irrefrenabile, era un altro, come mi stava succedendo sempre più spesso negli ultimi giorni, sentivo la mancanza del suo gusto amaro, che diventava dolciastro una volta incominciato a deglutire attraverso il naso con più frequenza.
L?unico pensiero, per me confortante, veniva dato dal fatto che mi stavo organizzando un week-end con i fiocchi, anzi più che con i fiocchi direi con la neve; mi ero mosso rapido negli ultimi giorni, e per non perdere tempo, avevo già rintracciato il mio amico ?Ringo?, che viveva a pochi chilometri dalla mia città, per procurarmi un po? di ?Ripiglio?, perché ormai mi ero stufato di passare il fine settimana senza quella cosa la, e lui ci sapeva fare in queste storie, aveva sempre dell?ottima roba, che ti tiene su, senza strafare, non avevo più voglia dello sballo fine a se stesso, niente saltate di testa, ma chiacchierate tranquille, alla Fonzie? ?e com?era Fonzie? Fonzie era calmo e tranquillo, anche quando cercavano di fottergli la ragazza sotto il naso?.
Continuavano ad entrare altri avventori nella tavola calda, per lo più giovani, quasi sicuramente studenti pendolari, ma tra questi, m?impressionò molto di più una biondina, non doveva essere molto grande d?età, sicuramente non più di 18 anni, ma quella faccia da innocente le serviva solamente per nascondere tutta la sua voglia di cazzo, che, manifestava chiaramente ogni qualvolta apriva bocca e conversava con la sua amichetta, continuavo ad osservarla assiduamente, lei, pur rendendosene conto, non sembrava mostrare alcun imbarazzo, anzi, incominciava sempre più a mettersi in mostra, ed alquanto spudoratamente, fino a che, approfittando di una distrazione della sua amica, si passò inequivocabilmente la lingua sulle labbra e guardandomi negli occhi sorrise amicante, si alzò e si diresse verso il bagno, strofinandosi su di me mentre cercava di raggiungere l?uscita, si girò, e nuovamente, mi sorrise, ?non resistevo, dovevo seguirla?. La seguii, il bagno era composto da un atrio, con lavamani e specchi, e poi da due veri e propri cessi, uno per i maschi, ed uno per le donne, ovviamente; ??Non capisco perché manchino sempre quelli per i disabili, come se loro non cagassero o non pisciassero?, lei stava di fronte allo specchio, impegnando l?entrata, si sistemava i capelli, appena mi notò si girò e timidamente mi disse ?ciao?.
- Ciao, qualcosa non va?- avevo un ampio sorriso
- No, ma come mai mi guardavi in quel modo strano?- e mentre lo diceva, sorrideva maliziosamente
- Niente, sono rimasto colpito dai tuoi occhi- sapevo trovare sempre delle scuse stupide per coprire i miei pensieri sessualmente malati
- Ahhh, ahhh, ed io che pensavo volessi farti una scopatina- continuò ridendo fragorosamente
- Beh?-
- Beh, che? Non sarai mica un maniaco?- Mentre parlava, si accigliò, trasformando il suo sorriso in un ghigno; in un batter d?occhio, mi ritrovai fermo con le spalle al muro e con un coltellino puntato sul mio ventre?
- Dammi i soldi, brutto coglione -
?Stupida puttanella, e tu vorresti farmi paura, con quel temperino?, pensavo e contemporaneamente agivo, il pugno la catapultò indietro con una grande ricaduta sulla schiena facendole schizzare abbondantemente, come zampilli, sangue dal naso. Uscii dal bagno sbattendo la porta, sotto il pianto e le bestemmie di quella mocciosa, non me ne fregava, finita la mia consumazione, chiesi il conto, pagai, feci per andarmene, quando un energumeno mi afferrò il braccio
- Sei stato tu stronzo a colpire la mia ragazza? – senza scompormi più di tanto, lo guardai in faccia e risposi
- Mi sa che stai sbagliando persona? – , per tutta risposta, mi arrivò un pugno, paragonabile ad un treno espresso?
Sentivo l?amaro, il dolce, la gola secca, avevo bisogno di bere, ma non avevo tirato niente su per il naso, infatti, ero in un ambulatorio, sicuramente il pugno mi aveva fatto perdere i sensi.
- Cazzo, che ore sono? E? tardi? Io devo andare ?
Il dottore mi fissava con uno sguardo bonario, – Stia calmo, abbiamo avvisato noi, dal suo portafoglio, lei risulta essere assunto dalla PACCELLI, ha sede a Roma? ?
- Si ?
- E come mai si trovava qui? ?
- Niente d?importante, solo una consegna ?
- Di che genere ?
- Oh, le solite scartoffie, sa? ?
- No , non so, ma posso immaginare, conosceva la persona che l?ha colpita? ?
- No, e non saprei neanche descrivervela, certo, però, se la rivedessi? sono sicuro, la riconoscerei! ? Risposi convinto
Dopo una mezzora circa, lo sbirro presentatosi per la descrizione dei fatti, mi stava interrogando, non durò molto lo strazio, giusto il tempo per dire le solite quattro cazzate, e lasciarmi con un avviso di comparizione in tribunale, in caso, ?non si sa mai? diceva lui, ?troviamo qualche piantagrane, che potrebbe essere ricondotto all?increscioso episodio successogli?, in seguito, mi accompagnarono in una camera dell?ospedale, dove rimasi in osservazione per una notte; ?Osservare poi cosa, non lo so, forse quante volte mi si rizzasse il cazzo durante il sonno? mah, misteri della scienza medica?.
Pensai molto quella notte, non riuscii a dormire, Lara, Giulia, Antonella, una dietro l?altra come un continuo flashback, una serie infinita di errori, che hanno sempre incorniciato la mia vita: ?Una mi amava, e lo lasciata, le altre non mi hanno mai amato, mi hanno ingannato ed io ci sono andato dietro come uno scemo, ma forse è proprio questo l?errore principale, bisogna farsi desiderare, come io, desideravo la coca?, difatti, più mi mancava, e più la desideravo, ma non l?avrei desiderata per molto, o almeno sino al fine settimana ?
La mattina mi alzai dal letto con un forte mal di testa, ma, visto e considerato che per la scienza medica risultavo nuovamente idoneo al 100%, ero pronto per una giornata di merda sul lavoro; non che scoppiassi dalla voglia di lavorare, ma se volevo divertirmi, i soldi dovevo pur farli uscire da qualche fottuto posto, e l?unico modo garantito attualmente: era il lavoro, mio malgrado; quindi recuperata la macchina e, dopo un breve salto a casa per darmi un rinfrescata, mi presentai bello e pimpante, ma soprattutto sempre più falso, in ufficio;
- Ciao Deby ?
- Ciao Carlo – Ormai era la prassi, tutte le mattine bisognava, obbligatoriamente, salutare la bellissima centralinista, che povera lei, non faceva altro che rispondere al telefono, che squillava continuamente, e digitare su quella povera tastiera del pc, ah, quante volte avrei desiderato essere quella tastiera; m?incamminai lentamente al mio loculo, salutai le solite quattro facce di cazzo in fila nelle macchinette del caffè, e mi fermai a parlare con il mio collega di reparto.
- Ciao Giorgio, passata bene la nottata? ?
- Io si, ma tu piuttosto, che cazzo hai combinato? Vai li per portare due buste, e finisci in osservazione? ?
- Che ne so Giorgio, arriva una puttanella da due soldi, mi rompe i coglioni, e per tutta risposta, mi becco una castagna dal suo ragazzo, guarda sono senza parole, ?sto cazzo di mondo? sta andando proprio a ?. ?
- Sai una cosa Carlo, ho della buona roba, se ti interessa fammi un fischio ?
- Si, un fischio un par de coijoni, ho già smobilitato in giro il mio fido ricercatore? eh che cazzo, oltretutto avresti potuto avvisarmi prima. ?
- Effettivamente non c?ho pensato, ma se dovessi ripensarci sai a chi rivolgerti. ?
- Si, si ? mi voltai e la vidi, rimasi fermo qualche attimo, a contemplarla, era sempre così, ogni volta che mi passava davanti, restavo abbagliato dalla sua bellezza
- Guarda Giorgio, arriva Truciolo ? ero solito chiamarla così, per via dei suoi capelli biondi, lunghi e ricci, ah, come mi faceva impazzire Elisa, anche perché, era l?unica ragazza, che diventava rossa, non appena le facevi un complimento.
- Ciao ? Muoveva la sua delicata manina, e mi sorrideva continuando per la sua strada.
- Ascolta Carlo, lascia perdere i trucioli ed il compensato, c?è d?andare dal Dottor De Ponti, ha bisogno di noi ?
- Si?. per fargli la sega che non gli ha fatto la moglie questa notte ?
- Ahhh, ahhh ? Giorgio rideva a voce alta, accese una sigaretta, me n?offrì una, dopodiché c?incamminammo.
I giorni passarono in fretta, avvolti dal solito grigiore e dalla solita monotonia, ma almeno arrivò il fine settimana, ero finalmente pronto alla battaglia; sapevo che Ringo mi aspettava con le mani cariche di tanta bontà, difatti il pomeriggio mi recai da lui e ritirai il miele x la serata, anche perché non ero solo, c?erano con me Franco e Giomi, ed era nottata di pipate anche per loro, svariati grammi sarebbero bastati, forse?
Appena rincasato, non resistevo, morivo dal desiderio d?assaggiarla, non so perché, ma è come una figa che desideri da tempo, e finalmente te la ritrovi li, di fronte a te, con le cosce spalancate, non puoi rinunciarci; scaldai il piatto, buttai giù, e mi sparai subito un bel rigone, niente male, pensavo, non appena il gusto amaro incominciava a scendermi giù per la gola, e contemporaneamente rinfrescarmi il palato, sentivo le pupille dilatarsi, ero attivo, ero pronto, ne fumai un altro po? per pulire il piatto, dopodiché, ritirai il tutto con molta cura ed attenzione, l? oscurità incominciava a scendere sulla città.
Il cellulare squillava, era Giomi:
- Allora Carlo, è tutto ok? -
- Si, sta tranquillo? -
- Io sono con Franco, ci vediamo tra un ora circa, e magari si va a cenare tutti insieme? -
- Bueno, vada per la cena ?
Riattaccai e mi buttai sotto il getto d?acqua della mia doccia, mi ci voleva proprio dopo due giorni un po? così, ma oggi era venerdì, avevo grandi progetti, infatti non resistetti alla tentazione erotica che il quinto giorno della settimana scatenava sul mio inconscio, e sotto la doccia mi masturbai vigorosamente, avevo voglia di sesso, era evidente; finito di lavarmi mi preparai con calma, una volta pronto, manco a farlo apposta, suonò il citofono, erano quell?idioti dei miei soci d?avventura.
Il motore era ancora caldo, eppur faceva un freddo cane fuori, avevamo mangiato talmente in fretta, da non farlo raffreddare, girai la chiave ripartendo a tutta birra, a casa mia ci aspettava un bel piatto, il clou della serata; furono quattro pipate veloci per ciascuno, eravamo pronti a conquistare il mondo.
L?esordio fu all?Irish-pub, tre pinte di birre multicolori a testa diedero il LA alla coca che incominciava a salire sul serio, difatti non appena Giomi fini d?ingollarsi l?ultima, si fiondò su una biondina starnazzante, tutta culo e tette, notai con particolare interesse che anche le sue amiche non erano per niente male, tanto è vero che ci bastò un occhiata con Franco per trovarci immersi a chiacchierare con le altre ragazze della compagnia.
Si chiamava Angela, e ad essere sincero non sembrava molto contenta di aver fatto la mia conoscenza, ogni tanto mi alzavo con la scusa di andare al cesso per evacuare la birra, ma ogni volta che svuotavo le vesciche, mi riempivo nuovamente le narici, quando, poi mi risedevo al tavolo, il mio gesto veniva puntualmente imitato dai miei compari.
Angela, più la guardavo, e più l?odiavo, la solita puttana stronza, come tutte del resto, incominciai a metterla sotto il fuoco incrociato dei miei discorsi, che di norma sotto effetto, venivano fuori come fiumi in piena.
- Allora hai detto di chiamarti Angela? Scusa se te lo richiedo, ma io dimentico facilmente i nomi- ?La solita cazzata, che dico a tutte?- ? Bene, bene, e cosa fai di tanto bello nella vita di tutti i giorni Angela? -
- Cosa? ? Fece lei tutta stizzita, ?come cosa? brutta baldracca? pensavo, ?ma te l?hanno dato un cervello, ci sei o ci fai? Brutta stronza?? Ripresi :
- Ti ho chiesto che lavoro fai, se non sono indiscreto? ?
- Ah, no, non sei indiscreto ? ?Bastarda, si vedeva lontano un miglio che mentiva? ma non potevo sbranarla subito. ?Calma Carlo, aspetta almeno un attimo? ormai ragionavo per i cazzi miei, lei non esisteva più, e soprattutto avevo sete, troppa sete.
- Prendi qualcosa? ? Le domandai
- Si grazie, una desperados ? ?Ma guarda l?acidella, lo scrocco non telo perdi? chiamai la ragazza dei tavoli.
- Mi porti una pinta di Guiness per me ? ?Ottima? ? ed una desperados per lei ?
- E tu cosa fai nella vita? ? ?Cazzo, la rincoglionita si è svegliata?
- Lavoro in una ditta di costruzioni ?
- Sei un ingegnere? ? ?Sbagliato vacca ciucciacazzi, stasera hai pescato male?
- No, l?università non hai mai fatto per me, sono solo un semplice impiegato, è forse un male? ?
- Ma no, quando mai ? ?Però se fossi stato un ingegnere un pensierino c?è l?avresti fatto, e magari ci scappava pure la chiavatina della buonanotte, troia?
- Meglio così ? Stavo al suo gioco, e continuavo a fingere sempre più spudoratamente.
Bagno, pisciata, pipata, bevuta.
Bagno, pisciata, pipata, bevuta.
Bagno, pisciata, pipata, bevuta.

Al terzo giro, attaccai con la mia sceneggiata melodrammatica, anche perché, Giomi si era spostato con la nuova amichetta, e Franco si era francamente rotto i coglioni di sentire la cerebrolesa al suo fianco.
- Sai ? Attaccai ? Ultimamente, bevo come un dannato ? Lei mi guardava sorpresa per questo attacco confidenziale, ma allo stesso tempo interessata, le donne godono nel vedere un uomo in crisi, e godono molto di più nel sentirsi delle buon samaritane, e di fatti:
- Come mai? Non dovresti bere tanto, anch?io bevo, ma solo in certe occasioni ? I miei occhi incominciavano a brillare, quando volevo sapevo piangere a commando, tanto più se brillo ed impizzato.
- Ero un ragazzo padre, almeno sino ad un mese fa ? Il suo sguardo si perse nel vuoto sgranò gli occhi ?
- Come sino ad un mese fa? ?
- Mio figlio, un bel bambino di tre anni, ha detto addio alla vita, leucemia bastarda ? Mi stringeva la mano, ma si dimostrava seccata, capiva che la mia storia era molto pesante, e c?era poco di che aiutarmi. Alzatasi, chiamò l?amica, ed si diressero in bagno?Poi, me lo son sempre chiesto, che cazzo ci faranno due donne in bagno? Forse se la guardano a vicenda mentre esce il piscio??.
Era l?occasione buona per svignarcela, e per essere fino all?ultimo dei buoni cavalieri le lasciammo anche il conto da pagare.
Stavamo salendo in macchina, quando:
- Ehi! Che fatte ve la svignate senza il vostro Dio? ? era Giomi
- Senti Dio delle merde, ma non stavi andando ad unire il tuo corpo con quella madonna delle sfigate?
- Ehm, no?andiamo alla Fattoria a ballare? ? ? azz? ora voglio proprio sentire quale piano ha organizzato, il nostro Dio??
- Si, ma come mai ti preme saperlo? ?
- Sai ho solo lucidato l?argenteria con la personcina di prima, e vorrei scaldare il batacchio prima di domani mattina ?
- Ah, si? E scommetto che vi siete dati appuntamento alla Fattoria? ?
- Certo? – ?BINGOOO!!!? No, non potevo sbagliarmi, ma mi stavo divertendo, e la bamba riprendeva a salire, rendendo il dialogo scorrevole, – Comunque, è la ragazza più bella che abbia mai visto ?aggiunse Giomi, – guardate, mi ha colpito subito al cuore ?
- Si, io, invece, la colpirei per tre quarti di minchia ed un quarto di lingua ? .
La battuta di Franco ci fece esplodere in una fragorosa risata, eravamo carichi, eravamo??Carichi, carichi?.SONO CARICO!!!? , la serata stava appena incominciando, sapevo che ci saremo fatti del male, molto male.