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Osama ? No Obama !

13 Febbraio 2007


Cosa cambierebbe se nel 2008 vincesse Obama
Ultimamente per la stampa americana ed i mass media esiste un solo nome: Obama, per la precisione Barack Obama, il quale, ben conscio di quello che gli sta capitando, e per effetto della sua straordinaria ascesa politica, rischia di diventare il primo presidente di colore degli Stati Uniti.
Ma quali sono le origini del successo di questo intraprendente avvocato di Chicago, balzato ultimamente agli onori della cronaca statunitense come probabile e più temibile concorrente di Hillary Clinton nella lista dei democratici in corsa per le prossime elezioni Presidenziali Americane, che si terranno nel 2008?
Figlio di padre keniano e madre americana originaria del Kansas, per buona parte cresciuto alle Hawaii, dove vi è nato nel 1961, ha conseguito a New York la laurea in scienze politiche presso l?università della Columbia, per poi, negli anni seguenti darsi allo studio della giurisprudenza con tanto di lode alla Harvard School ;sin da giovane si interessa dei problemi della povera gente e della disuguaglianza sociale, vere e proprie piaghe dell?America stelle e strisce, e sin da giovane studia la formulazione di nuove leggi, riguardanti soprattutto la difesa dei più deboli, presidente, in passato,di diversi movimenti per i diritti civili, è divenuto nel 2004, il terzo Afro-Americano ad essere eletto senatore nello stato dell?Illinois.
L?opinione pubblica americana, dal canto suo, oramai stufa del continuo guerreggiare della famiglia Bush, e di norma di tutti i repubblicani, legati, come hanno dimostrato i fatti degli ultimi vent?anni (a Guerra Fredda conclusa), da filo indissolubile alle lobby dei fabbricanti di armi ed aerei da guerra, e per di più, stanca delle stesse facce sul fronte democratico, vedi Hillary Clinton, o, il già precedentemente sconfitto Kerry, di sicuro, timorosa di rivedere a capo della Casa Bianca, un altro repubblicano, e con Rudolph Giuliani come candidato, i timori non sarebbero del tutto infondati, ha appoggiato senza indugi Mister Obama, che non pago della fiducia accordatagli, si è presentato agli elettori con dei testimonial d?eccezione, il gruppo Irlandese degli U2 da sempre vicini alle problematiche delle classi deboli americane e non solo, ed anche loro pronti ad appoggiare il suo programma politico, un programmino semplice, semplice; ecco qua di seguito i vari punti salienti: ?Basta guerre per il petrolio, ritiro immediato dall?Iraq, fondi per l?energie alternative (alla faccia dei suoi predecessori, veri e propri fantasmi al momento del protocollo di Kyoto), economia statunitense non più basata solo sul denaro proveniente dai carburanti ed i suoi derivati, rilancio della scuola pubblica (più diritto d?istruzione per tutti), un sistema d?assistenza sociale garantito dallo stato per chi lavora e per i più deboli, più soldi all?esercito per la difesa degli Stati Uniti (per evitare un nuovo 11 Settembre e non per invadere gli altri paesi sospettati di terrorismo), appoggio incondizionato nella difesa per la libertà di culto religiosa e politica, quindi riconoscimento dei diritti e dei doveri per le coppie gay, abolizione della pena di morte, assistenza gratuita ai malati di AIDS?, in poche parole più uguaglianza e rispetto per tutti.
Quindi, anche se in passato ha ricevuto delle critiche dalla parte più progressista americana per degli errori da lui commessi, come la mancata critica alla guerra in Iraq, o per il suo voto di Segretario di Stato dato alla Rice, la sua escalation politica pare esser divenuta inarrestabile, e non penso che tutto ciò sia dovuto solamente al suo programma elettorale, di per se, molto accattivante, ma di sicuro, e non lo si può negare, concorrono a suo favore altri elementi come: il colore della sua pelle (sarebbe il primo presidente non bianco), il fatto di non essere raccomandato da nessuna lobby, ne tanto meno, avere parenti in politica, fattori, che gli hanno permesso di guadagnare ulteriore stima e consenso tra le giovani generazioni americane, dalle quali, comunque, è già stato incoronato nuovo Leader anti-repubblicano, ecco perché ultimamente, tutti, organi di stampa ed opinione mondiale compresi si stanno ponendo la seguente domanda: cosa cambierebbe in caso di una sua vittoria alle presidenziali del 2008?
Onestamente non sono in grado di fornire una risposta esaustiva, ma di sicuro, ne sono certo, da oggi ed per il prossimo futuro una cosa è cambiata per i Repubblicani, non solo dovranno vedersela dalle minacce del fantomatico e latitante Bin Laden di nome Osama, ma anche e soprattutto dal più carismatico e reale Barack Obama.

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  1. Pecora Gay
    13 Febbraio 2007 a 15:51 | #1

    Si chiama “casa bianca” non per niente.. eheh..
    Saluti
    Pecora Gay

  2. Karma
    13 Febbraio 2007 a 16:58 | #2

    Appunto, visto e considerato che si chiama CASA BIANCA, ma dato che: la popolazione statunitense è per la maggior parte di colore( e non tiriamo fuori la solita storiella che discendono dagli schiavi africani, tanto gli altri non discendono da stirpe migliori, visto che i primi coloni inglesi, in America furono spediti per punizione da sua maestà Inglese, e sul resto della popolazione, italiani, irlandesi e via dicendo, è meglio stendere un velo pietoso)…diamo una volta tanto voce alla maggioranza…..

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